L’innesto. Padre e figlio.

Padri e figli: due mondi in eterno dialogo, uniti o paralleli? Come si può definire il rapporto padre-figlio? È un rapporto di complicità, di scontro o di convivenza? I due mondi sono uniti, vivono un’eterna lotta o percorrono due strade parallele?

Produzione
Clipper Media

Regia
Gianfranco Cabiddu

Scritto da 
Gianfranco Cabiddu

Fotografia
Sandro Bartolozzi

Montaggio
Leonardo Cabiddu

Musica
Paolo Fresu

Production Manager 
Natascia Palmieri

Con la collaborazione di
Associazione Culturale TIME IN JAZZ
Associazione Culturale Backstage

Anno di produzione
2012

 

Sinossi

L’innesto tra padre e figlio, il “senso” di valori e tradizioni che da una generazione passano all’altra, in un dialogo sincero e maturo: un padre e un figlio, in un tempo sospeso e pacificato, capace di comprenderli davvero nella loro anche differente essenza.

Protagonisti di questo format sono persone già adulte e realizzate nei loro mestieri e interessi, persone che fanno i conti con il loro padre, e anche con il loro essere padri a loro volta, in maniera serena e pacificata.
E’ uno sguardo interiore, sono gli occhi chiusi che ridanno vita e rendono nuove tutte le cose che i “padri “ ci hanno lasciato in custodia, che aiutano a vedere ciò che è diverso da loro, in maniera nuova.
E’ nota la gratitudine del grande musicista berchiddese verso la sua isola, la Sardegna, un sentimento che affonda le radici nel rapporto con la terra, con la lingua e con i suoni di una natura immensa e straordinaria con la quale si è relazionato sin da bambino nelle campagne di Tucconi, sapendo forse già allora di dover essere per sempre in debito.

Al centro di tutto c’è l’insegnamento e l’esempio di suo padre Lillino, che su quella terra ha lavorato, costruito ed insegnato ad amare.
L’Innesto scandaglia questo rapporto intimo, stimolando una riflessione fra Padre e Figlio: un musicista di jazz, moderno, famoso in tutto il mondo che dialoga in sardo, unica lingua possibile per loro, con suo padre Lillino, un uomo, quasi novantenne, che ha provato tutti i mestieri della campagna, dai faticosi lavori come bogadore di sughero e come operaio a giornata, al contadino al pastore. Nell’orizzonte della campagna di Tucconi, alle pendici del Limbara, la vita di Lillino, contadino e poeta, attraversa tutta la storia della Sardegna, dal secolo scorso fino ad oggi, metafora emblematica di un cammino, non facile, ma sempre positivo e pieno di speranza e saggezza.
Paolo Fresu è nato e cresciuto a Berchidda, da anni gira tutto il mondo in circa 180 concerti e vive tra Parigi e Bologna, ma è in questo “ripartire idealmente” dalla sua terra che è racchiuso il suo segreto d’artista: il senso del ritorno a casa, alla campagna alla sua gente, agli affetti; il passato che si innesta nel presente accettando il nuovo con maturità e condividendolo con grandi e piccoli, pastori ed intellettuali, gente comune, ragazzi e ragazze di tutti i luoghi e di tutte le lingue.