Wartime Notes

Il 24 febbraio la regista di questo documentario ha deciso di partire per l’Ucraina, incontrare donne e uomini che, da civili, stavano sostenendo il Paese nell’ora più buia e cercavano di ottenere giustizia per le vittime dei crimini di guerra

Regia
Barbara Cupisti

Soggetto e sceneggiatura
Barbara Cupisti e Roberto Moliterni
in collaborazione con
Barbara Meleleo

Fotografia
Antonello Sarao

Montaggio
Piero Lassandro

Musiche originali
Tommaso Gimignani

Sound design
Giuseppe Vadalà

Produttrice esecutiva
Barbara Meleleo

Produttore
Sandro Bartolozzi

Una produzione
Clipper Media con Rai Cinema

Durata 93’

Wartime Notes: il Viaggio del Film

24 febbraio 2022. In Ucraina, la quotidianità scorre come in un giorno qualsiasi. Arrivano i primi bombardamenti che costringono molti a lasciare il Paese, altri a imbracciare le armi, quasi tutti ad affrontare separazioni, paure, l’assenza di beni di prima necessità e lutti.

Il film è un viaggio della regista, mossa dal bisogno di arrivare all’epicentro emotivo di questo conflitto, che parte da Varsavia e attraversa le città di Lviv e Odessa e la campagna dimenticata dell’Ucraina, arriva fino a Kyiv, Irpin, Bucha, Borodyanka.

Incontra chi ha attraversato il confine per sopravvivere o aiutare la resistenza o chi è rimasto nella propria terra continuando a lottare per difendere il Paese e la propria cultura.

Natalia Panchenko, attivista a Varsavia, dal primo giorno della guerra ha organizzato azioni sul confine e in Polonia per aiutare i rifugiati e inviare aiuti umanitari ai civili e beni necessari all’esercito, usa i social media per raccogliere fondi.

Tatiana Kucherenko, amica di Natalia, ha iniziato un video diario in cui racconta la paura che ha vissuto e l’attesa di trovare una nuova collocazione nel mondo, si è rifugiata in un albergo a Odessa e cerca un nuovo modo di essere utile per l’Ucraina.

Olga Aivazovska, Oleksandra Matviichuk e Kateryna Sukhomlynova raccolgono prove dei crimini di guerra per la necessità che la giustizia non sia rimandata a dopo.

Ivan Cherednichenko, direttore d’orchestra di Lviv, lotta per l’identità del suo Paese attraverso l’arte e cerca giustizia per i genitori uccisi a sangue freddo a Irpin mentre la loro casa bruciava.

Alla fine del viaggio restano impressi silenzi e piccoli gesti che raccontano il prezzo della libertà, ma che, per la loro forza, come le onde create da un sasso in uno stagno, si espandono e spezzano i confini per parlare la lingua universale dell’umanità.

In un momento in cui gli unici confini che contano sembrano essere quelli geopolitici, le storie raccolte dalla regista testimoniano come si possa essere protagonisti attivi della Storia e proporre con coraggio una visione del mondo ancora libera.

Questo porterà Oleksandra e il suo Centro per le libertà civili a vincere il Premio Nobel per la Pace 2022. Dietro di lei, sul palco di Oslo, c’è l’intera Ucraina.

 

 

Personaggi

 

Natalia Panchenko, attivista di Euromaidan a Varsavia. Dall’inizio della guerra nel 2014, ha iniziato a raccogliere aiuti umanitari per le forze armate dell’Ucraina, volontari e civili. Organizza azioni contro la guerra e campagne d’informazione in Polonia e in Europa con l’obiettivo di riconoscere la Russia come stato terrorista, rafforzare le sanzioni dell’UE contro la Russia e liberare i prigionieri ucraini.

Tatiana Kucherenko, attivista, una delle organizzatrici della resistenza a Kherson.

Olga Aivazovska, Responsabile della rete civica OPORA. Si è unita alle iniziative di advocacy internazionale a sostegno dell’Ucraina e sta ricostruendo le attività della rete OPORA per documentare i crimini di guerra.

Oleksandra Matviichuk, avvocata ucraina, leader del Centro per le libertà civili, organizzazione per i diritti civili con sede a Kyiv che ha ottenuto nel 2022 il Premio Nobel per la Pace.

Kateryna Sukhomlynova, infermiera e formatrice, dall’inizio della guerra aiuta a raccogliere testimonianze di crimini di guerra per Opora.

Ivan Cherednichenko, direttore d’orchestra all’Opera di Lviv.

 

 

Note di Regia

 

24 febbraio 2022, sono al montaggio di hotel Sarajevo, il mio film su Sarajevo 30 anni dopo l’assedio.

24 febbraio 2022 le immagini che arrivano dal l’Ucraina sono esattamente le stesse che stiamo montando.

Come può essere possibile che dopo 30 anni in Europa si debba ancora assistere a questo? Non ne abbiamo avuto abbastanza?

Tatiana è la prima persona con cui riesco a mettermi in contatto, dopo poche settimane dall’occupazione di Kherson, vive nascosta, esce a comprare il pane per tutto il suo condominio… non è sposata, non ha figli… può farlo, può prendersi il rischio di non tornare a casa freddata dai cecchini.

Tatiana aiuta la resistenza di Kherson, Tatiana inizia a inviarmi appunti visivi… un video diario di guerra… Tatiana diventa mia amica e dal desiderio di incontrarla parte il mio viaggio.

Wartime Notes è questo… note a margine di un viaggio alla ricerca di un senso all’inutilità della guerra… alla scoperta della forza e del coraggio delle donne e degli uomini ucraini.

Premi e Riconoscimenti

 


 

 

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